La Conquista del Sud - VIDEO Fenestrelle

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     «Finiamola di definirci "i buoni" d'Europa, e nessuno dei nostri fratelli del Nord venga a lamentarsi delle stragi naziste.

     Le SS del 1860 e degli anni successivi si chiamarono, almeno per gli abitanti dell'ex Regno delle Due Sicilie, piemontesi. Perciò smettiamola di sbarrare gli occhi, di spalancare all'urlo le bocche, a deprecare violenze altrui in questo e in altri continenti.

     Ci bastano le nostre, per sentire un solo brivido di pudore. Noi abbiamo saputo fare di più e di peggio.»


(Carlo Alianello)

 


    L'esperimento letterario narrativo dei tre romanzi storici sarà il terreno su cui Alianello preparerà la sua opera ultima del revisionismo risorgimentale: La conquista del Sud.

     Il libro descrive l'invasione del Regno delle Due Sicilie attraverso una vasta documentazione, anche inedita, frutto anche di personali ricerche dell'autore, soffermandosi in particolare sulla narrazione di avvenimenti significativi o poco noti.

     Il racconto inizia con il soggiorno del politico inglese William Gladstone alla corte del re Ferdinando II di Borbone. Gladstone, secondo l'autore, avrebbe scaturito una propaganda diffamatoria nei confronti del reame borbonico, frutto di una cospirazione tra Gran Bretagna e Regno di Sardegna, con l'obiettivo di trarne ricavi economici dall'annessione del Regno delle Due Sicilie al futuro Regno d'Italia.